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Il villaggio nuragico
Nell'area archeologica di Santa Cristina, sono presenti due nuraghi: il Bau fenu, in precarissime condizioni, e il nuraghe Santa Cristina, a poca distanta a Sud/Ovest del villaggio cristiano, già oggetto di indagini scientifiche in più campagne di scavo.
Si tratta di un nuraghe di tipo "monotorre a tholos", con camera voltata a ogiva, anche se le ultime indagini hanno rilevato la presenza di strutture addossate al monumento in imprecisata epoca storica (forse nel Tardo Antico). |
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Il nuraghe Santa Cristina
Il monumento di compone in un corridoio, oltre l'accesso sormontato da un architrave frammentario sorretto da possenti stipiti, una sala circolonare voltata ad ogiva, di modeste dimensioni, dotata di tre nicchie che si aprono nello spessore murario e di un vano scala per l'accesso ai piani superiori, dei quali si conservano pochi filari sullo svettato.
Il corridoio, strombato verso l'interno, presenta una nicchia d'andito sulla destra e, sul sul lato opposto, si apre l'accesso al vano scala elicoidale, ricavato all'interno della poderosa muratura; la copertura è ad aggetto progressivo fino al completamento dell'ogiva, erroneamente definita "tholos".
La volta della sala, a ogiva, è realizzata con il progressivo aggetto verso il centro della camera, chiusa da una lastra piatta di copertura.
Tutta la struttura è costituita da filari di massi e pietre conce, posti gli uni sugli altri senza malte agreganti, riducendosi progressivamente verso l'alto.
La scala elicoidale, che ruota di 180° nello spessore murario del monumento, terminava in una nicchia di sala, dove una seconda ogiva sovrastava la sottostante; nello spessore murario di quest'ultima, in una nicchia realizzata a Sud/Est, era realizzata un'apertura d'accesso ad una seconda scala che raggiungeva, verosimilmente, un terzo ambiente o una terrazza.
Il villaggio
Addossato al nuraghe Santa Cristina si trova un discreto agglomerato di capanne di diversi periodi a partire dal Nuragico al Medievale.
Si distinguono tra le varie capanne, tre edifici allungati, di probabile fattura medievale, uno dei quali conserva ancora la copertura; quest' ultima è il risultato di diversi rimaneggiamenti nel corso del tempo, vede la presenza nelle murature di conci riutilizzati e riconducibili alle parti alte del nuraghe.
Potrebbe trattasi, quindi, di costruzioni realizzate in età storica o moderna.
Frontalmente al "monotorre", in periodo Bizantino, sono state realizzate due sepolture, una a cassone e la seconda a fossa.
Foto e testi: Mirko Zaru per Archeotour
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